Katrin Garfoot primeggia sulla Mengler’s Hill

Le impressioni lasciate dai campionati australiani si sono rivelate corrette: in questo momento Katrin Garfoot è l’atleta più in forma del gruppo e l’ha confermato oggi nella tappa più dura del Santos Women’s Tour, quella con arrivo in salita posto in cima alla Mengler’s Hill. La 36enne nata in Germania e naturalizzata australiana per matrimonio ha centrato in vetta allo strappo di 2500 metri con pendenza media del 9% la sua decima vittoria nel calendario internazionale, andando anche a vestire la maglia ocra di leader e ponendo così una pesante candidatura per bissare il successo da lei ottenuto in questa gara nel 2016, uno dei pochi obiettivi personali di un 2018 che l’argento mondiale in carica ha deciso di limitare a pochi appuntamenti in Australia (l’ultimo saranno i Giochi del Commonwealth di Gold Coast ad aprile), in attesa di decidere se riprendere o meno dal 2019 l’attività ai massimi livelli in vista di Tokyo 2020.

L’unica capace di tenerle la ruota è stata la connazionale Lucy Kennedy, seconda sul traguardo in scia alla portacolori della nazionale. Alle sue spalle, più staccate hanno chiuso altre due portacolori della Mitchelton, con la campionessa uscente Spratt terza a 8” e Annemiek Van Vleuten quarta a 15”. In quinta posizione a 16” ha concluso la 36enne neozelandese Kate McIlroy, atleta dalla storia incredibile: campionessa del mondo di corsa in montagna nel 2005, poi detentrice del record nazionale nei 3000 siepi (specialità in cui si era qualificata per i Giochi di Pechino 2008, dovendo però rinunciare per infortunio), quindi triatleta di alto livello (10^ nella gara olimpica di Londra 2012) e infine adesso ciclista capace di competere ai massimi livelli. A 21” giunge sesta la neo-campionessa nazionale Malseed assieme alla statunitense Stephens. Molto più lontane le altre: la tedesca Hammes è ottava a 51”, in un drappello che comprende anche Heather e Brown.

La tappa si è corsa con uno scenario meteorologico completamente diverso da quello di 24 prima. Il sole cocente e i 34° hanno lasciato spazio alla pioggia intensa e a un vento fortissimo. Tante le non partenti, tra queste Van de Ree e Stewart cadute ieri all’ultima curva (per l’australiana della Wiggle la diagnosi parla di commozione cerebrale), la maglia a pois neri Stultiens e Rossella Ratto. Nonostante il clima, si parte a tutta, con il primo passaggio sul Muro dei Sospiri (la salita che nel 2017, posta nel finale, decise la gara a favore di Spratt) posto dopo appena 10 km a fare già un po’ di selezione.

Detto di un attacco di Cromwell, si arriva al secondo passaggio sul Whispering Wall, valido per il Gpm. La Mitchelton forza l’andatura frazionando il plotone, in vetta la prima a scollinare è McIlroy davanti a Knetemann e Van Vleuten. Subito dopo la discesa è una coppia di italiane a tentare la sortita: Silva Valsecchi e Rachele Barbieri attaccano, ma il gruppo non lascia spazio neppure al loro tentativo.

La pioggia aumenta di intensità e soprattutto il vento rinforza: la strada cambia spesso direzione, ma nei punti in cui l’aria spira in senso laterale si formano dei ventagli. In corrispondenza del traguardo volante di Greenock tenta l’allungo Linda Villumsen. La neozelandese guadagna 200 metri, sufficienti a prendersi i 3 secondi di abbuono, mentre la volata del gruppo è vinta da Hosking sulla leader Edmondson.

Il gruppo si rompe e si ricompone più volte, così si arriva ai piedi dell’ascesa decisiva con una quarantina di atlete in testa. Neylan prova anche oggi ad anticipare ma non trova spazio, quindi è Kitchen a fare il forcing in favore di Garfoot. Van Vleuten tenta l’anticipo, forte della superiorità numerica della Mitchelton, ma su un arrivo del genere contano più le gambe della tattica. La progressione di Garfoot fa la differenza, le resta a ruota solo Kennedy che però negli ultimi 100 metri non ha la forza neppure di accennare la volata.

La migliore delle italiane è Erica Magnaldi della BePink. La 25enne piemontese, passata tra le élite la scorsa estate dopo una carriera di altissimo livello nelle granfondo, si conferma un prospetto da seguire con grandissima attenzione. Detto della 20enne neozelandese Grace Anderson (Illuminate, ma qui in gara con la nazionale) che con l’11° posto veste la maglia bianca, concludiamo con la presentazione della terza tappa, con partenza dal circuito motoristico di Bend e arrivo ad Handorf. Tappa che si deciderà nel finale, con il Gpm di Cornet Mine posto a 3 km dall’arrivo che tocca il 12% di pendenza: sarà anche l’ultimo ostacolo tra Garfoot e la vittoria finale.

(foto Kirsty Baxter da profilo Twitter Tour Down Under)