Nonostante la decisione di considerare il 2018 un anno semi-sabbatico, nel quale correre solo nel calendario australiano con un team locale e avendo come unico obiettivo internazionale i Giochi del Commonwealth del prossimo aprile (in programma proprio in Australia a Gold Coast), Katrin Garfoot continua a confermarsi un’autentica fuoriclasse, vincendo di autorità i campionati nazionali a cronometro per la terza volta consecutiva.
La 36enne di origine tedesca, doppia medaglia agli ultimi Mondiali, ha completato i 29,5 km del percorso di Buninyong in 41’45”, alla media di 42,4 km/h, abbassando di quasi due minuti il tempo da lei fatto segnare sullo stesso tracciato dodici mesi or sono in occasione dei precedenti campionati nazionali. Vero che la gara di quest’anno si è disputata con condizioni meteorologiche vantaggiose, con le atlete che hanno avuto il vento a favore in buona parte della prova, ma si tratta di un’ulteriore conferma dei margini di miglioramento che quest’atleta, che ha iniziato soltanto a 28 anni ad andare in bici, ancora avrebbe, nonostante l’età anagrafica. Garfoot, alla nona vittoria in una prova del calendario UCI, cinque delle quali contro li tempo, ha così fatto capire inoltre di tutte le carte in regola per ripetere la fantastica estate australe dello scorso anno, quando si impose anche nella prova in linea e nel Santos Women’s Tour.
Al secondo posto ha concluso la 29enne Lucy Kennedy, all’esordio in maglia Mitchelton dopo un 2017 che l’aveva consacrata il più interessante talento emergente del panorama australiano e poi grande protagonista anche in Europa con la vittoria nell’Ardèche e belle prove pure al Turingia con la casacca della nazionale. 2’29” il ritardo della 29enne di Brisbane, anche lei da non molti anni in attività dopo aver concluso gli studi in ingegneria ed essesi dedicata al triathlon, vincitrice nel 2017 della borsa di studio in memoria di Amy Gillet che le ha permesso di finanziare le prime esperienze europee.
A conquistare il bronzo, con un distacco di 2’36”, è stata Shara Gillow. La portacolori della FDJ si è confermata una habituée del podio in questo contesto, salendoci per l’ottava volta consecutiva, ma ancora una volta non è riuscita a conquistare la maglia verde-oro. Se per la vittoria il margine di Garfoot è stato netto, con la campionessa uscente a mettere fin da subito in chiaro di come la lotta sarebbe stata per le altre medaglie, per gli altri grandini del podio, invece, la competizione è stata molto serrata. Quarta ad appena cinque secondi ha concluso Grace Brown, 25enne di Melbourne passata al ciclismo da tre anni dopo essere stata anche nazionale di corsa campestre. L’atleta del Team Holden si conferma così, dopo i tanti piazzamenti degli ultimi mesi, un prospetto da seguire con grande attenzione nei prossimi mesi.
Più staccate le altre, con Kate Perry, bronzo uscente, quinta a quasi 5 minuti e incapace di ripetere la performance del 2017. Sesta piazza a 5’18” per Alex Manly, portacolori della Mitchelton, vincitrice del titolo riservato alle U23, anche se per l’argento junior della specialità a Firenze 2013 continua a non arrivare il definitivo salto di qualità tra le élite che ci si poteva aspettare vista la carriera giovanile. Dietro di lei troviamo Rebecca Wiasak, vincitrice 24 ore prima del titolo nazionale nella prova criterium, e quindi a chiudere la top-10 la vice-campionessa d’Oceania Mackey, la campionessa continentale junior 2017 Moroney-Plouffe e Ella Bloor.
Ricordato in ambito maschile il terzo successo consecutivo di Rohan Dennis per la BMC davanti a Durbridge (Mitchelton) e al compagno Richie Porte, l’appuntamento è ora per domenica 7 con le prove in linea, sullo stesso tracciato che nel 2017 incoronò sempre Garfoot.
(foto Con Chronis da profilo Twitter Cycling Australia)