Strade Bianche: i commenti delle squadre

Cervélo – Bigla: la 21enne Cecilie Uttrup Ludwig sul podio alle Strade Bianche

Le Strade Bianche si sono rivelate una fantastica giornata per la Cervélo Bigla con Cecilie Uttrup Ludwig che ha vinto la classifica della miglior giovane. La 21enne ha concluso la gara in nona posizione, tagliando il traguardo un minuto dopo la vincitrice Elisa Longo Borghini (Wiggle High5).

La gara di 127 km era l’apertura dell’UCI Women’s WorldTour 2017 e rappresentava l’esordio di Ludwig.

“È andata molto bene” dichiara un’emozionata Ludwig dopo essere scesa dal podio. “Sono così felice, è tutto travolgente. Non riesco davvero a trovare le parole perché è un passo così importante nella mia carriera, sono davvero sopraffatta dall’emozione”.

Dopo numerose fughe sulle strade sterrate toscane, la mossa più pericolosa è arrivata nel finale, quando 5 atlete compresa Longo Borghini sono scattate. Ashleigh Moolman-Pasio ha provato a riprendere le fuggitive con altre due atlete, arrivando a 10 secondi, ma senza molta collaborazione da parte delle compagne d’avventura e con la sua anca che le dava fastidio, ha deciso di rialzarsi e di aiutare Ludwig a centrare un risultato per la squadra.

“Ashleigh era nel gruppo centrale e siamo rientrate su di lei e abbiamo dato tutto per lei semplicemente continuando a spingere. Quando mancavano 6 km all’arrivo, non si sentiva bene con le sue anche e mi ha detto di fare la mia corsa. Abbiamo corso insieme e comunicato molto bene. La squadra ha gareggiato unita e sono davvero felice di essere in questa squadra perché ho già imparato molto in questo ambiente professionale dopo solo tre corse” dice Ludwig.

Dopo la frattura all’anca dello scorso ottobre, la gara ha segnato il ritorno al massimo livello per Moolman-Pasio. Riguardo il suo tentativo di rientrare su quella che poi si è rivelata l’azione vincente, dice: “La mia anca si è appena rinsaldata, quindi forse la corsa era un po’ troppo dura, è stato il primo vero test e questa è una gara difficile ma sono molto più avanti nel recupero di quanto chiunque avesse pensato e dunque sono contenta”.

Discutendo il finale più in dettaglio, la campionessa sudafricana a cronometro dichiara: “Abbiamo fatto una corsa molto bella, ho dato il mio massimo per far stare tranquille le ragazze perché le Strade Bianche sono una corsa nervosa. Solo Clara [Koppenburg] e io avevamo già partecipato in precedenza, quindi per il resto del team era un esordio. È una formazione giovane e necessitava di alcuni incoraggiamenti durante la corsa e tutte hanno fatto una grande gara, ognuna ha dato tutto quello che poteva. Cecilie ha fatto questo ulteriore step nella sua carriera. Verso la fine, era stressata e lavorava per me ma le ho detto che non mi sentivo bene per il finale e di fare il meglio che poteva. C’era molta pressione su di lei per dover affrontare tutto questo all’improvvismo, ma ha mostrato di avere una mentalità vincente quindi siamo orgogliosi di lei”.

Wiggle High5, Elisa Longo Borghini centra la vittoria alle Strade Bianche con un attacco thrilling sull’ultima salita

Elisa Longo Borghini della Wiggle High5 ha vinto le Strade Bianche, nella spettacolare città rinascimentale di Siena, nel finale più emozionante che la moderna classica toscana ricordi. Dopo aver raggiunto la testa sulla ripida salita che porta al centro città, la campionessa italiana a cronometro ha respinto gli attacchi della campionessa polacca Kasia Niewiadoma (WM3 Pro Cycling) sulle strade umide, ventose e lastricate del finale, per cogliere il successo nell’iconica Piazza del Campo, con la campionessa uscente Lizzie Deignan (Boels – Dolmans) giunta terza.

“È famtastico!” dichiara Longo Borghini nel finale. “Ho avuto una brutta caduta nella sezione di sterrato più lunga e ho pensato di non riuscire a farcela, ma ho delle super compagne. Audrey Cordon mi ha dato la sua bici e poi alla fine dopo qualche chilometro ho potuto avere la mia bici di riserva dall’ammiraglia”.

“La squadra ha semplicemente corso in maniera fantastica, e la vittoria è per la mia squadra, perché oggi le ragazze e lo staff hanno lavorato al meglio”.

“Per me è una vittoria molto prestigiosa, e credo che la ricorderà per tutta la mia vita!” aggiunge.

La prima metà della gara di 127 km ha visto il gruppo restare quasi sempre assieme, con le strade ondulate della Toscana che hanno costretto numerose atlete a staccarsi, ma senza attacchi davanti. A metà gara, tuttavia, è arrivata un problema che potenzialmente avrebbe potuto terminare la gara di Longo Borghini, con una caduta sul lungo tratto di San Martino in Grania che l’ha obbligata a cambiare bici.

Un veloce scambio con la compagna della Wiggle High5 Cordon-Ragot ha permesso a Longo Borghini di rientrare rapidamente sulla testa della corsa – e poi ha potuto prendere la sua bici di riserva dall’ammiraglia poco dopo – ma ha costretto l’italiana a fare a meno del contributo della compagna francese nell’ultima parte di gara.

Alla fine, una fuga è partita, con tre atlete che sono riuscite a guadagnare più di un minuto. Quando sono state raggiunte sulla ripida e sterrata salita di Vico d’Arbia, con appena più di 20 km all’arrivo, tuttavia, Longo Borghini ha accelerato e portato via quello che sarebbe diventato il gruppo vincente.

Con lei c’erano Niewiadoma, Deignan, e la coppia Orica-Scott Annemiek Van Vleuten e Katrin Garfoot, e lavorando assieme sono riuscite a costruire un vantaggio di circa 30 secondi sul resto del gruppo.

Con un margine che sembrava ormai vincente negli ultimi 5 km, la fuga è stata improvvisamente raggiunta e sorpassata da un contrattacco di Shara Gillow (FDJ-Nouvelle Aquitaine) e Lucinda Brand (Sunweb), che erano uscite all’inseguimento dal secondo gruppo. Improvvisamente, era Brand che sembrava vicina alla vittoria, quando aveva superato in testa il triangolo rosso dell’ultimo chilometro e iniziato la salita finale verso il traguardo.

“Ero sicura di essere una delle più forti tra quelle atlete” spiega Longo Borghini. “E so che normalmente quando fai un attacco del genere è perché non hai più energie e vuoi soltanto guadagnare un po’ di margine per gestire meglio la salita, ma poi rimbalzi indietro”.

Longo Borghini stava aspettando il suo momento, tuttavia, e un’accelerazione sulle ripide strade di Siena ha visto l’italiana prendere il comando. Era seguita da molto vicino da Niewiadoma ma, quando le due sono arrivate in Piazza del Campo, la campionessa polacca non è riuscita a tornare sulla ciclista della Wiggle High5.

“Sono andata a tutta, sapevo che la prima sulla curva a destra sarebbe stata la prima all’arrivo e quindi ho solo spinto al massimo” sorride Longo Borghini.

“Con Fiandre e medaglia olimpica questa è una delle vittorie più belle, perché questo è un posto fantastico e questa è una gara fantastica”

Le Strade Bianche erano il primo evento dell’UCI Women’s WorldTour 2017, quindi Longo Borghini ha indossato la prima maglia ciclamino di leader della competizione stagionale.

Astana Women’s Team, Sofia Beggin con le migliori a Siena

La Strade Bianche, prima prova del Women’s World Tour, si chiude con un’ottima prestazione di squadra dell’Astana Women’s Team le cui atlete sono sempre rimaste nel vivo della corsa in tutte le fasi più calde. Nell’ordine d’arrivo la migliore è stata la 19enne padovana Sofia Beggin che, nonostante la giovane età, ha lottato fianco a fianco le migliori al mondo per poi tagliare il traguardo in 12esima posizione a 1’16” dalla vincitrice Elisa Longo Borghini: per lei c’è anche il secondo posto nella classifica Under23 del Women’s World Tour. «Mi ha davvero impressionato – racconta il direttore sportivo Giovanni Fidanzaperché non è da tutte una gara così a soli 19 anni: anche l’anno scorso aveva fatto bene, in futuro questa può essere davvero la sua corsa».

Molto brava anche la bellunese Lara Vieceli che è andata in fuga dopo 80 chilometri ed è restata in testa alla corsa fino al sesto settore di sterrato a 23 chilometri dal traguardo. «Lara sapeva di dover entrare negli attacchi più pericolosi – spiega ancora il ds Fidanza – e c’è riuscita dopo cinque tratti di sterrato e tanti chilometri: non era facile in quel frangete, ha dimostrato di stare molto bene, poi con la Orica che si è messa a tirare da dietro non c’è stato molto da fare. Ma nel complesso non posso che essere soddisfatto di come è andata la gara, tutte si sono mosse molto bene: dopo il settore più lungo di sterrato s’è formato un gruppo di circa 60 atlete e noi eravamo in cinque, è il segno che abbiamo lavorare molto bene durante il ritiro». L’unica a non aver raggiunto il traguardo è stata Sofia Bertizzolo, condizionata da un problema di salute: in dubbio la sua partecipazione al Trofeo Oro in Euro di domani.

Canyon//Sram, Elena Cecchini decima alle Strade Bianche in Italia

Elena Cecchini ha concluso decima nella gara d’apertura dell’UCI Women’s WorldTour, le Strade Bianche. La campionessa italiana era nel gruppo di testa tra le atlete che si sono giocate la vittoria in una gara spettacolare dalla partenza all’arrivo. Elisa Longo Borghini (WHT) ha vinto davanti a Kasia Niewiadoma (WM3) con Cecchini decima un minuto dietro.

Le Strade Bianche bagnate dalla pioggia hanno regalato agli spettatori a bordo strada e ai tifosi che hanno visto globalmente l’ultima ora di gara una corsa emozionante. La fuga più lunga è arrivata a metà percorso, quando tre atlete avevano guadagnano due minuti di vantaggio prima di essere riprese nel sesto degli otto settori sterrati.

Nel penultimo tratto bianco si è formato un gruppo di élite con Elena Cecchini a rappresentare la Canyon//Sram. Lucinda Hrand ha attaccato nei chilometri finali a Siena ma è stata ripresa e superata nella salita finale di 500 m verso Piazza del Campo.

Dopo la corsa Cecchini ha dichiarato: “È stata una corsa dura e piuttosto nervosa in gruppo fin dall’inizio. Come squadra abbiamo corso bene insieme e ho avuto il loro pieno supporto. Semplicemente non sono stata abbastanza forte per seguire Longo Borghini nella salita finale quando hanno attaccato. Forse dovevo essere più furba nel finale e provare a riprenderle, ma ora devo solo guardare a un’altra opportunità settimana prossima”.

Cecchini è stata supportata dalle sue compagne, compresa Pauline Ferrand-Prevot all’esordio con i colori Canyon//Sram: “Per me è stato molto emozionante e sono anche felice perché sono andata bene nei primi 100 km. Poi mi sono un po’ mancati il ritmo gara e la velocità nelle gambe. Sono molto contenta del nostro gruppo e di come stiamo correndo insieme” dice Ferrand-Prevot.

TIffany Cromwell dopo la corsa dice che il team si sta avvicinando alla vittoria a cui asperita “Penso sia stata una buona prova di squadra. Sono personalmente felice per la mia prestazione. Ho lavorato per supportare le mie compagne e ho lottato duramente per loro. Ad ogni gara prendiamo confidenza e sento che il gruppo si sta formando bene”.

Il direttore sportivo Barry Austin concorda con Crowell “Ovviamente ci sarebbe piaciuto tornare a casa con una vittoria, ma come squadra ci siamo posti alcuni obiettivi in corsa in termini di unità e di aiutarci reciprocamente quando serve. Ne abbiamo raggiunti molti e abbiamo aggiunto molte pagine a questo importante capitolo nel nostro libro per diventare un grande team. Continuiamo a puntare su costruire questo”.

La seconda corsa del Women’s WorldTour sarà la Ronde van Drenthe nei Paesi Bassi sabato 11 marzo.

(traduzioni da comunicati)
(foto ©D-Sport – Matteo Romanelli)